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Grecia, tra cortei e sit-in la rivolta non si ferma

Il poliziotto caporeparto, l'unico a volto scoperto, quello che avevo sentito insultare al grido di "munià" i giovani mentre guidava la carica su chi cercava scampo, si materializza all'improvviso accanto a me: sulla balaustra dalla quale guardo se i suoi colleghi dei Mat - i corpi speciali antiriots - stanno ancora rastrellando il Syntagma intorno al totem della normalità minacciato dagli studenti, l'albero di Natale in ferro che ha sostituito quello bruciato il 9 dicembre scorso, al terzo giorno di insurrezione per l'assassinio di Alexis.
Basi di partenza, il migliaio di scuole e i 200 fra dipartimenti universitari occupati nell'Ellade, in via di autosgombero col sopraggiungere delle feste e di una nuova, diversa fase.
Da proteggere anche dall'unico corteo che rischia di unirsi all'azione situazionista degli studenti, quello delle comunità migranti e degli antirazzisti, aperto da uno striscione contro "governo greco, Sarkozy e Ue" e da due "stranieri" adeguatamente scuri di pelle vestiti con le tute arancioni alla Guantanamo, che recano la gigantografia del volto tumefatto d'uno dei tanti arrestati e deportati in queste stesse settimane di rivolta.
Quando invece il movimento ha appunto inaugurato questa 48 ore di attesa e preparazione della "spallata" del sabato notte: con la prima mattinata di assemblee di piazza decentrate, col grande concerto dal pomeriggio, con l'irruzione al Teatro Nazionale di Atene, dove gli stessi attori hanno letto il comunicato "tutti nelle strade per Alexis" e si sono rifiutati, poi, di continuare la recita.

Fonte: http://bellaciao.org/it/spip.php?article22529

January 7, 2009 Posted by vebrosto | Uncategorized | | No Comments Yet