Caccia agli evasori italiani nei paradisi ci sono 550 miliardi
La morale è semplice: la speranza (o il timore, dipende dai punti di vista) di dare un nome e un cognome agli italiani che hanno nascosto i loro soldi all'estero è per ora molto remota.
Colpa di un ex-impiegato della Lgt che stufo di sbarcare il lunario con il suo stipendio da lavoro dipendente ha venduto per 4,5 milioni agli 007 del fisco tedesco l'elenco dei 4.500 clienti della finanziaria del Granducato (tra cui, guarda caso, 390 italiani).
I primi scricchiolii del muro di segretezza che circonda i 550 miliardi italiani all'estero (oltre il 60% sono lombardi) non sono sfuggiti agli occhi attenti di Giulio Tremonti.
Tanto più che molti degli imprenditori titolari di conti esteri, visto il giro di vite sul credito delle banche, hanno già iniziato alla chetichella a far rientrare i loro soldi (i sequestri di capitali ai valichi con la Svizzera stanno crescendo a vista d'occhio).
Fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/crisi-27/caccia-paradisi/caccia-paradisi.html?ref=rephpnews
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